Recensioni Bibliografiche

Jacques Viret, La Musica occidentale e la Tradizione

Questo libro è un lavoro curato da Antonello Colimberti  e edito da Simmetria, Roma 2012. Nella prefazione di Colimberti si legge una frase che è essenziale:”Il morbo contagioso delle ideologie della modernità occidentale non poteva lasciare indenne neppure un campo particolare, spesso appartato, come quello della musica. Fra i più perversi effetti ne sortì la novella favola dell’evoluzionismo musicale, ovvero del progresso illimitato dei mezzi espressivi e sonori.”. Poi Jacques Viret scriverà:“Dall’Illuminismo in poi, la religione del Progresso fa vedere la storia della musica…come una lunga ascensione. Le “arcaiche” e “goffe” polifonie medievali, prodotto dalla “barbarie gotica”…si è visto corretto da una parte degli umanisti del XVI secolo- hanno preparato l’avvento dei maestri moderni. Il “prometeismo” del Rinascimento ha liberato tendenze psichiche precedentemente tenute imbrigliate dalla disciplina spirituale”. Attraverso questo libro si può scorgere la possibilità di sperare che la musica non si sia definitivamente risolta in forme cervellotiche e autocelebrative per “iniziati” ma possa essere, come la sua stessa vera natura vorrebbe, strumento primo di trascendenza e conoscenza.


A. Luvino, Nella luce di Maat

(La spazialità del sacro. Una verità sulle piramidi e l’Antico Regno).

Una nuova visione della funzione delle piramidi egizie, quali simboli di uno spazio sacro che, contrariamente a quanto sancisce l’egittologia classica, testimonia la mai avvenuta riunione del Basso e dell’Alto Egitto, perlomeno nell’Antico Regno. Il sapore della ricerca è vivo, in questo lavoro, e si avverte nello stile, scorrevole, nella cordialità, nella volontà “artigianale”di approfondire per far approfondire. Nella lealtà intellettuale che qui si coglie significativamente.


M. Barracano, il Bene e il Bello

(L’uomo e la Bellezza)

La ricerca della bellezza è il primo motore della ricerca umana, secondo varie ottave. Questo libro tratta della Bellezza tentando un approccio comparato e il più possibile vicino alla Filosofia tradizionale e perenne. Il leit motiv è nella ricerca di uno spiraglio che conduca verso le arcaiche e sempre attuali strade alla oggettività della Bellezza e, con questo, al Bene.


A cura di M. Barracano
Atti del convegno “La Bellezza tra Oriente ed Occidente”

Alcuni studiosi, Guido Brivio, don Roberto carelli, Lea Glarey, Ernesto Sergio Mainoldi, Stefano Minetti, Ilaria Monfardini, Alberto Pelissero, propongono i loro studi sull’argomento più sentito oggi, in quella che facilmente viene definita “civiltà dell’immagine” (ma che di “civiltà” ha ben poco avvicinandosi più facilmente alla barbarie ed all’avvilimento di vari tipi di dignità).